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Non sia mai - premettiamo - che sia nostra intenzione giudicare! Non solo per non essere giudicati, ma soprattutto perchè la Misericordia del Signore DEVE essere l'ultima parola nella vita di ciascuno: sarà il Giudice Supremo, amico dell'uomo e Padre di ciascuno, a decidere alla resa dei conti. Anche tu, fratello amato, che leggi queste riflessioni, non ti scagliare contro di noi solo per il piacere di farlo, ma leggi e medita - con prudenza e coscienza - cosa ti proponiamo. Non vogliamo quindi 'giudicare' l'omosessuale, non è nostra facoltà, nè tantomeno potremmo farlo, poichè riconosciamo Cristo nel volto di ciascun altro. Vogliamo invece provare a riflettere insieme sull'omosessualità, vista come 'tendenza' per alcuni, 'stravaganza' per molti altri, e 'malattia' per altri ancora: certo non è normalità! E per normalità intendiamo non una visione patologica, o disciplinare, ma semplicemente una condizione essenziale che possa rispondere al piano infinito di 'AMORE' che il Signore ha previsto per ciascuna delle Sue creature, cioè per ciascuno di noi. Anche noi. Anche te!.
Uomo e Donna li creo': e questo è l'inizio, impossibile da non identificare come punto di partenza e quindi, proprio come prima riflessione. "Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò" (Gen. 1,27). E disse: "Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola" (Gen. 2,24). Il discorso si potrebbe fare immediatamente più ampio, se ci trovassimo di fronte ad un non credente. 'Non credo a Dio, non credo alla Creazione!' Anche in questo caso possiamo valutare il fatto che 'Madre Natura, o chi ha creato l'Universo e l'Uomo', o da quell'insieme di massa cosmica che non si sa bene come ha generato la Terra ed i suoi abitanti... insomma, anche nel caso di casualità del genere umano... sempre un maschio ed una femmina per ogni specie con caratteristiche diverse ma compatibili sono stati sin dall'inizio dei tempi.
La situazione che viviamo in questo terzo millennio, non è probabilmente peggiore dei tempi della storia dell'uomo: non crediamo che non sia possibile continuare ad affermare ciò che la Parola di Dio ha proposto fino ad oggi, anche se l'affermare tale Verità ci comporta una forma di 'emarginazione' dal mondo moderno. Forse la modernità si manifesta anche nell'innovazione comunicativa e di rapporti sociali al servizio appunto, della Verità di SEMPRE, di ieri, di oggi e di domani. Perchè pensiamo che non sia oggi il momento peggiore? La risposta viene dalla vicenda di Sodoma e Gomorra (Gen. 18,16 seg.) che è conosciuta da tutto il mondo "…Condannò alla distruzione le città di Sodomia e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie…" (2 Pt. 2,6 seg.) - "…Così Sodomia e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all'impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno…" (Gd. 7) Continuando nel cammino della storia dei tempi, abbracciati e sorretti dalla Croce, fonte e culmine del Vecchio Testamento, arriviamo invece alla storia nuova del mondo, ed al Nuovo Testamento. Nel Nuovo Testamento lo Spirito Santo è altrettanto chiaro: "...Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento.....E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa." (Rm 1, 26/32) - "...Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio" (1 Cor. 6,9/10) - "…La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i profani, per i parricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti[3], per i ladri d'uomini, i bugiardi, gli spergiuri…"(1 Tm. 1,9).
Qual'è la definizione che la Chiesa cattolica dà dell'omosessualità?
A questa domanda risponde bene don Giacomo Perego nell'ambito dell'incontro "Omosessualità: un nuovo approccio" svoltosi il 5/5/05 presso la parrocchia di S. Rita - Viareggio. Provate a leggere senza pregiudizio, con l'intento di conoscere la vera posizione della Chiesa Cattolica. E' interessante comprendere, anche per porre critiche ed osservazioni.
'Il primo punto che la Chiesa tende a sottolineare è che la Chiesa si rifiuta di considerare la persona a partire solo dal suo orientamento sessuale. Per la chiesa non c'è l'eterosessuale o l'omosessuale, ma c'è una persona che è figlia di Dio, che è depositaria di un dono di grazia, che ha i suoi talenti e ha le sue ferite, che vanno riconosciute, confessate e affidate a Dio. La Chiesa invita i fedeli a distinguere tra l'orientamento, l'inclinazione, la tendenza omosessuale e gli atti. Se gli atti o il comportamento omosessuale sono oggetto di colpa morale, l'orientamento è segno di un disordine, è una spia che si accende per dire che la persona porta dentro di sè una ferita. Ecco perché nei documenti della Chiesa si dice che lo stesso orientamento, la stessa tendenza è qualcosa di oggettivamente disordinato, nel senso che è una spia oggettiva di un disordine che uno porta dentro. La Chiesa invita sempre a distinguere il grado di colpevolezza, questo non è un campo in cui si può generalizzare e trovare l'etichetta per tutti , ogni persona è un caso a sé, ogni persona porta una storia che può rendere più grave la colpa personale. Ad esempio, una persona che continuamente va a cercare siti pornografici in internet o va a chattare con partner che portano alla deriva......è chiaro che la persona si trova con un orientamento che cresce sempre di più e ha una colpa personale molto grande. Dall'altra parte ci possono essere invece situazioni in cui la colpevolezza è ridotta, pensate al caso di una persona che subisce un abuso o una persona che subisce una violenza o una persona che ha una situazione familiare completamente disgregata, ci possono essere tanti motivi che riducono l'elemento di colpevolezza anche se la Chiesa tende sempre a sottolineare che la persona è sempre libera di scegliere. Una delle ideologie diffuse oggi è quella che sostiene che la persona omosessuale è nata così, è senza colpa, per cui il suo comportamento è in un certo senso condizionato, non è libera.
La Chiesa dice no, la persona è libera anche se ci possono essere delle condizioni che riducono o aumentano il grado di colpevolezza. Sempre a livello di definizione, la Chiesa invita ad avere un atteggiamento di grande accoglienza, che non è dare una pacca sulla spalla a qualcuno, ma è aiutare la persona a far emergere quello che ha nel cuore proponendo un percorso propositivo. Il nostro punto di riferimento come cristiani è la piena fioritura della personalità che ci rivela Cristo, per cui anche la persona che porta con sè questa tendenza omosessuale è chiamata a giungere a questa fioritura, anche se il percorso può presentarsi particolarmente difficile, complesso e anche doloroso.'
Da queste affermazioni di un sacerdote, intanto si potrebbero trarre le prime conclusioni: la Chiesa, e di conseguenza il Papa, con tutti Cardinali, i Vescovi, i religiosi ed anche tutto il popolo di Dio (Papaboys quindi compresi ndr) non è in una situazione di 'guerra' contro gli omosessuali: chi cerca di creare un duello o un muro contro muro è ignorante, strumentalizzatore, ma soprattutto, falso! La Chiesa - essendo corpo mistico e vivente di Gesù, il Cristo, poichè da Lui stesso fondata e da Lui stesso nutrita tramite l'Eucarestia - è 'aperta' alla verità, al confronto, al discernimento, al dibattito, al perdono del peccato, al portare ancora oggi - dopo 2000 anni di storia di Risurrezione e Vita Nuova - quella Misericordia di Dio che è davvero la sola ed unica trasgressione in questo povero mondo. A questo punto è conveniente tentare di proporre la lettura 'ufficiale' dal Catechismo della Chiesa Cattolica, proprio per conoscenza profonda del parere della Chiesa.
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Catechismo della Chiesa Cattolica
2357-2359. 2396
Definizione. “L'omosessualità designa la relazione tra uomini e donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso” (CCC 2357).
Non solo sesso. “La persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio, non può essere definita in modo adeguato con un riduttivo riferimento solo al suo orientamento sessuale. Qualsiasi persona che vive sulla faccia della terra ha problemi e difficoltà personali, ma anche opportunità di crescita, risorse, talenti e doni propri. La Chiesa offre quel contesto del quale oggi si sente una estrema esigenza per la cura della persona umana, proprio quando rifiuta di considerare la persona puramente come un eterosessuale o un omosessuale e sottolinea che ognuno ha la stessa identità fondamentale: essere creatura e, per grazia, figlio di Dio, erede della vita eterna” (Cura 16).
Distinguere. Tenere “conto della distinzione comunemente operata fra condizione o tendenza omosessuale e atti omosessuali” (Cura 3). “Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova” (CCC 2358).
Libertà fondamentale. “In un caso determinato possono essere esistite nel passato o possono tuttora sussistere circostanze tali da ridurre o addirittura da togliere la colpevolezza del singolo; altre circostanze al contrario possono accrescerla. Deve essere comunque evitata la presunzione infondata e umiliante che il comportamento omosessuale delle persone omosessuali sia sempre e totalmente soggetto a coazione e pertanto senza colpa. In realtà anche nelle persone con tendenza omosessuale deve essere riconosciuto quella libertà fondamentale che caratterizza la persona umana e le conferisce la sua particolare dignità” (Cura 11; cfr. Sessualità 104).
Espressione di un disordine. “La particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l'inclinazione stessa deve essere considerata come oggettivamente disordinata” (Cura 3).
QUALE ATTEGGIAMENTO ADOTTARE?
Accogliere e sostenere la persona. “Nell'azione pastorale questi omosessuali devono essere accolti con comprensione e sostenuti nella speranza di superare le loro difficoltà personali e il loro disadattamento sociale. La loro colpevolezza sarà giudicata con prudenza” (Persona 8).
Condannare ogni mancanza di rispetto. “Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa la convivenza civile. La dignità propria di ogni persona deve essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni” (Cura 10; cfr. anche Sessualità 104).
Rispetto non significa approvazione. “La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in alcun modo all'approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali... Tutti i fedeli sono tenuti a opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali... i politici cattolici lo sono in particolare... Il parlamentare cattolico ha il dovere di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge... deve opporsi nei modi a lui possibili e rendere nota la sua opposizione: si tratta di un doveroso atto di testimonianza della verità” (Riconoscimento 10-11).
QUALI I PUNTI DI VIGILANZA?
Attenzione all'idea di fondo. “Alcuni sostengono che la tendenza omosessuale, in certi casi, non è il risultato di una scelta deliberata e che la persona omosessuale non ha alternative, ma è costretta a comportarsi in modo omosessuale. Di conseguenza si afferma che essa agirebbe in questi casi senza colpa, non essendo veramente libera” (Cura 11).
L'ideologia di genere. “Non deve essere sottovalutata la diffusione di una certa ideologia di gender. L'essere uomo o donna non sarebbe determinato fondamentalmente dal sesso, bensì della cultura. Tale ideologia attacca le fondamenta della famiglia e delle relazioni interpersonali... In questo modo, ogni azione sessuale sarebbe giustificabile, inclusa l'omosessualità, e spetterebbe alla società cambiare per fare posto, oltre a quello maschile e femminile, ad altri generi nella configurazione della vita sociale” (Famiglia 8; cfr. Collaborazione 2).
Una falsa concezione di natura. “Non di rado l'insistenza della Chiesa sull'etica del matrimonio e della famiglia viene equivocata, come se la comunità cristiana volesse imporre a tutta la società una prospettiva di fede valida solo per i credenti... In realtà il matrimonio, quale unione stabile di un uomo e una donna che si impegnano al dono reciproco di sé e si aprono alla generazione della vita, non è soltanto un valore cristiano, ma un valore originario della creazione. Smarrire tale verità non è un problema per i soli credenti, ma un pericolo per l'intera umanità. Oggi purtroppo serpeggia un relativismo, che spinge a dubitare dell'esistenza stessa di una verità oggettiva. Riecheggia la ben nota domanda posta da Pilato a Gesù: "che cosa è la verità?" (Gv 18,38). A partire da tale scetticismo, si giunge a una falsa concezione della libertà, che pretende di sottrarsi ad ogni limite etico e di riformulare a proprio arbitrio i dati più evidenti della natura” (Angelus 19.6.1994).
La tattica della discriminazione. “Una delle tattiche usate è quella di affermare, con toni di protesta, che qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali, delle loro attività e del loro stile di vita, è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione”(Cura 9). “Il passaggio dal riconoscimento dell'omosessualità come fattore in base al quale è illegale discriminare può portare facilmente, se non automaticamente, alla protezione legislativa dell'omosessualità” (Risposte 13).
La strumentalizzazione della Bibbia. “Tra le cause che hanno portato confusione nei confronti dell'insegnamento della Chiesa, va segnalata una nuova esegesi della Sacra Scrittura , secondo cui la Bibbia o non avrebbe niente da dire sul problema dell'omosessualità, o addirittura ne darebbe in qualche modo una tacita approvazione, oppure offrirebbe prescrizioni morali così culturalmente e storicamente condizionate che non potrebbero più essere applicate alla vita contemporanea. Tali opinioni, gravemente erronee e fuorvianti, richiedono speciale vigilanza”(Cura 4).
I gruppi di pressione. “Oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all'interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata e a legittimare gli atti omosessuali. Quelli che, all'interno della comunità di fede, spingono in questa direzione, hanno sovente stretti legami con coloro che agiscono al di fuori di essa” (Cura 8). “Anche all'interno della Chiesa si è formata una tendenza, costituita da gruppi di pressione con diversi nomi e di diversa ampiezza, che tenta di accreditarsi quale rappresentante di tutte le persone omosessuali che sono cattoliche. Di fatto i suoi seguaci sono per lo più persone che o ignorano l'insegnamento della Chiesa o cercano in qualche modo di sovvertirlo. Si tenta di raccogliere sotto l'egida del Cristianesimo persone omosessuali che non hanno alcuna intenzione di abbandonare il loro comportamento omosessuale” (Cura 9). “Alcuni gruppi usano qualificare come cattoliche le loro organizzazioni o le persone a cui intendono rivolgersi, ma in realtà essi non difendono e non promuovono l'insegnamento del Magistero, anzi talvolta lo attaccano apertamente” (Cura 14).
Programmi e pubblicazioni. “Questa Congregazione desidera chiedere ai Vescovi di essere particolarmente vigilanti nei confronti di quei programmi che di fatto tentano di esercitare una pressione sulla Chiesa perché essa cambi la sua dottrina, anche se a parole talvolta si nega che sia così. Un attento studio delle dichiarazioni pubbliche in essi contenute e delle attività che promuovono rivela una calcolata ambiguità, attraverso cui cercano di fuorviare i pastori e i fedeli” (Cura 14).
Interventi nelle scuole. “Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l'insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei suoi confronti, o che lo trascuri completamente... Speciale attenzione dovrebbe essere rivolta alla pratica della programmazione di celebrazioni religiose e all'uso di edifici appartenenti alla Chiesa da parte di questi gruppi, compresa la possibilità di disporre delle scuole e degli istituti cattolici di studi superiori” (Cura 17).
QUALE APPROCCIO PASTORALE?
La passione per la Verità
“Una delle dimensioni essenziali di una autentica cura pastorale è l'identificazione delle cause che hanno portato alla confusione nei confronti dell'insegnamento della Chiesa” (Cura 4).
“Dai ministri si richiede studio attento, impegno concreto e riflessione onesta, teologicamente equilibrata” (Cura 2). I ministri della Chiesa devono fare in modo che le persone omosessuali affidate alle loro cure non siano fuorviate da queste opinioni, così profondamente opposte all'insegnamento della Chiesa... Essa si preoccupa sinceramente anche dei molti che non si sentono rappresentati dai movimenti pro-omosessuali, e di quelli che potrebbero essere tentati di credere alla loro ingannevole propaganda” (Cura 8-9).
“Sarà compito della famiglia e dell'educatore cercare innanzitutto di individuare i fattori che spingono verso l'omosessualità: vedere se si tratti di fattori fisiologici o psicologici, se essa sia il risultato di una falsa educazione o della mancanza di una evoluzione sessuale normale, se provenga da abitudine contratta o da cattivi esempi o da altri fattori... Più in particolare, nel ricercare le cause di questo disordine, la famiglia e l'educatore dovranno tenere conto degli elementi di giudizio proposti dal Magistero e si serviranno del contributo che varie discipline possono offrire. Si dovranno, infatti, valutare elementi di ordine diverso: mancanza di affetto, immaturità, impulsi ossessivi, seduzioni, isolamento sociale, depravazione dei costumi, licenziosità di spettacoli e pubblicazioni. Tuttavia, in profondità, soggiace l'innata debolezza dell'uomo, conseguenza del peccato originale; essa può sfociare nella perdita del senso di Dio e dell'uomo ed avere ripercussioni nella sfera della sessualità (Orientamenti 102)
“I Vescovi si premureranno di sostenere con i mezzi a loro disposizione lo sviluppo di forme specializzate di cura pastorale per persone omosessuali. Ciò potrebbe includere la collaborazione delle scienze psicologiche, sociologiche e mediche, sempre mantenendosi in piena fedeltà alla dottrina della Chiesa” (Cura 17).
“Sarà conveniente promuovere appropriati programmi di catechesi, fondati sulla verità riguardante la sessualità umana, nella sua relazione con la vita della famiglia... Tali programmi forniscono infatti un ottimo contesto, all'interno del quale può essere trattata la questione dell'omosessualità. Questa catechesi potrà aiutare anche quelle famiglie, in cui si trovano persone omosessuali, nell'affrontare un problema che le tocca così profondamente” (Cura 17).
L'indicazione della Via
“Cercate e comprese le cause, la famiglia e l'educatore offriranno un aiuto efficace nel processo di crescita integrale: accogliendo con comprensione; creando un clima di fiducia; incoraggiando la liberazione dell'individuo e il suo progresso nel dominio di sé; promovendo un autentico sforzo morale verso la conversione all'amore di Dio e del prossimo; suggerendo, se necessaria, l'assistenza medico-psicologica da parte di persona attenta e rispettosa dell'insegnamento della Chiesa” (Orientamenti 103).
“Molti casi, specialmente quando la pratica di atti omosessuali non si è strutturata, possono giovarsi positivamente di un'appropriata terapia... genitori, da parte loro, quando avvertissero nei figli, in età infantile o adolescenziale, l'apparire di tale tendenza o dei relativi comportamenti, si facciano aiutare da persone esperte e qualificate per portare tutto l'aiuto possibile” (Sessualità 104).
“Queste persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, unendo ogni sofferenza e difficoltà che possano sperimentare a motivo della loro condizione, al sacrificio della croce del Signore... Come la croce è il centro della manifestazione dell'amore redentivo di Dio per noi in Gesù così la conformità all'autorinnegamento di uomini e donne omosessuali con il sacrificio del Signore costituirà per loro una fonte di autodonazione” (Cura 12).
“Le persone omosessuali sono chiamate come gli altri cristiani a vivere nella castità” (Cura 12).
La forza della Vita
“Un programma pastorale autentico aiuterà le persone omosessuali a tutti i livelli della loro vita spirituale, mediante i sacramenti e in particolare la frequente e sincera confessione sacramentale, mediante la preghiera, la testimonianza, il consiglio e l'aiuto individuale” (Cura 15).
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