DIOCESI ROMA - La Diocesi di Roma - Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile, organizza la prima edizione di Good News Festival, il primo festival romano della canzone di ispirazione cristiana: questa è la notizia che è apparsa sul sito diocesano della Pastorale Giovanile. Ma come? Un festival di musica come risposta alle istanze giovanili? E per di piu' di ispirazione cristiana? Per la prima volta la Pastorale Giovanile a Roma percorre questa strada... di musica e di arte. Sarà l'inizio di un risveglio? Per chiarirci le idee abbiamo intervistato Padre Raffaele Giacobuzzi, sacerdote e cantautore, con una vasta esperienza di giovani alle spalle che si è 'immerso' in questa organizzazione; appuntamento per la finale il 30 maggio 2009 presso la parrocchia Santa Maria del Redentore, viale Duilio Cambelotti 18 - Roma. A condurre la kermesse sarà Andrè, giovane cantautore romano con alle spalle un trascorso al Festival di Sanremo e tante produzioni in cantiere.
La Christian Music riparte da Roma con il Good News Festival?
Padre Raffaele: Certamente c’è sempre bisogno di ripartire, ma quel che sta succedendo a Roma è qualcosa di speciale: 34 canzoni iscritte sono tantissime, specie se calcoliamo che questo tipo di evento è una novità qui in Diocesi, e la tanta gente che ringrazia di questo spazio è tutta gente che da tempo sognava di mettere il dono della musica al servizio del Vangelo e non trovava spazi. Temevamo di avere solo quarantenni come iscritti, invece i ventenni son tanti e agguerriti. Il futuro è già qui.
Il Good News Festival è la risposta della Chiesa alla moda del momento dei talenti lanciati in Tv stile 'X Factor' o 'Amici'...
Padre Raffaele: Io spero proprio di no. Non c’è nessun bisogno di continuare a scimmiottare gli eventi artistici fatti con le logiche “del mondo”. Troppe energie stiamo spendendo a livello cristiano in Italia per fare della musica un mezzo, una sorta di “lifting” per fare “quelli ai passi coi tempi”, e invece la musica, l’arte servono ad esprimersi, non a nascondersi dietro di loro, ad annunciare la dolcezza del Vangelo e non a zuccherare la pillola dell’annuncio.
Quale è la qualità dei giovani che si troveranno nella finale del Festival?
Padre Raffaele: C’è stata la possibilità di scegliere, grazie all’abbondanza delle iscrizioni, per cui la qualità è buona, in alcuni casi alta, la cosa più bella però è la possibilità di crescere proprio a livello qualitativo che in questo modo possiamo offrire a molti che, da soli, rischierebbero di restare dentro circuiti poco significativi, senza nessuna reale possibilità di confrontarsi con un palco “vero”, con musicisti professionisti al servizio della loro musica.

(Nella foto: Padre Raffaele Giacopuzzi in un incontro con i giovani)
I media cattolici (Avvenire, Sir, Sat 2000) hanno dato ampio risalto a questo avvenimento?
Padre Raffaele: L’evento è appena nato, per cui li vedo cauti ma interessati. La stampa si è già avvicinata, anzi sto guadagnando fans sinceri proprio in alcuni bravi giornalisti. Quello che spero è che abbiano il coraggio di venire a dare un’occhiata più da vicino a questo tentativo di unire la qualità della proposta (band di professionisti, troupe televisiva che produrrà il DVD della serata) a un reale cammino di Chiesa, capace di ascoltare i giovani e di cercare di imparare la loro lingua.
Per quale motivo la Christian Music così popolare a livello internazionale stenta ad affermarsi in Italia - al di la di poche eccezioni?
Padre Raffaele: Io su RDS e altre radio di quel livello non la sento proprio la musica cristiana, tantomeno su Videomusic la vedo, per cui non riscontro eccezioni al fatto che stenti ad affermarsi. Sicuramente da noi ci sono al momento due fattori negativi, che però possono cambiare: il pregiudizio, spesso ben riposto, nei confronti della produzione musicale cristiana contemporanea, anche perché chi trasmette o organizza eventi di musica cristiana ha gusti spesso arcaici, e aggiunto a questo la scarsa possibilità di fare progetti artistici, a livello editoriale, che rischino qualcosa di nuovo. Ma l’esempio del Brasile ci incoraggia: lì la musica cristiana ha addirittura risollevato le sorti dell’intero mercato discografico.
Un tuo appello a giovani autori, interpreti, cantanti, compositori ed operatori del settore!
Padre Raffaele: Non stancatevi di cercare la qualità, l’universalità artistica della musica cristiana. Tanta gente ad alti livelli nel campo musicale ha fame e sete di note e di parole autentiche, che facciano innamorare del bene e della verità. E non stanchiamoci di essere veri noi: basta un attimo per montarsi la testa e diventare la brutta copia di quello che c’è già, invece che qualcosa che profumi della novità del Vangelo.

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