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GIOVANI E CULTURE - LE NUOVE IGNORANZE
(di Carlo Climati) - 3/3/2008 10:54

GIOVENTU' - La nostra epoca è decisamente bizzarra. Alle soglie del terzo millennio, i giovani hanno a disposizione numero­se opportunità per far crescere il proprio livello cultura­le: scuole, università, corsi di specializzazione, master, lezioni a distanza, stage ed esperienze di studio all'este­ro. A tutta questa abbondanza di "saperi", non sembra però corrispondere un reale aumento della cultura. Vi­viamo in un'era di "nuove ignoranze", che appare in contrasto con le ampie possibilità offerte ai giovani di allargare i propri orizzonti. Pensiamo, ad esempio, a come sta rifiorendo il fenome­no della superstizione. Mai, come oggi, i giovani sono apparsi soggiogati dalla moda della magia e dell'esoteri­smo. Per accorgersene, basta sfogliare le più diffuse ri­viste per adolescenti, dove si trovano spesso articoli ri­guardanti il mondo dell'occulto: oroscopi, lettura delle carte, amuleti, talismani e nuove forme di stregoneria.

Consigli esoterici

Facciamo un esempio concreto. Ecco che cosa si può trovare in una rubrica dedicata all'oroscopo di una no­ta rivista per adolescenti: "L'animale che ti porta fortu­na in questo periodo è la capra: tieni una sua foto (o un disegno) nello zaino e sarai decisa e irremovibile come lei". Questo consiglio riguarda le nate sotto il segno del Capricorno. Per l'Ariete, invece: "E il mese ideale per le magie d'amore: il 13 scrivi su un foglietto rosso il nome del ragazzo che ti piace tantissimo. Tempo una settima­na e la situazione migliorerà". E poi: "Attenta alle inter­rogazioni a sorpresa nelle ultime due settimane del me­se: affrontale indossando qualcosa di giallo". Secondo questo popolare mensile (di cui non diciamo il nome, per evitare di fargli pubblicità), i problemi quo­tidiani dei giovani si dovrebbero risolvere bevendo infu­si di menta, mettendo grani di riso in contenitori di cri­stallo, esponendo ciondoli ai raggi del sole o tenendo fo­glie di betulla sotto il cuscino. Curiosamente, nell'era dei "nuovi saperi", i ragazzi sembrano sempre di più at­tratti dalle antiche superstizioni. Per affrontare la vita hanno bisogno dell'aiuto di talismani e di riti magici.

Occultismo in discoteca

Se diamo uno sguardo a certe feste in discoteca pubbli­cizzate attraverso internet, la situazione non cambia. Si trovano facilmente proposte di "notti magiche", con la possibilità di lettura dei tarocchi e consulti esoterici gra­tuiti. In un altro sito ci imbattiamo in un locale dove un mago annuncia un rito incentrato sulla "conquista e ri­conquista della persona amata". Un altro sito, ancora, invita i giovani a trascorrere una "notte esoterica" all'in­segna di astrologia, chiromanzia e cartomanzia. Che co­sa sta succedendo? I giovani utilizzano con facilità il computer, frequentano le università più prestigiose e na­vigano sui "blog" di internet. Ma poi, per trovare un equi­librio intcriore, hanno bisogno di farsi leggere la mano o le carte. I ragazzi di oggi appaiono più insicuri di quelli di ieri. Ma non è colpa loro. Alla prima difficoltà, i geni­tori si scaricano la coscienza mandandoli dallo psicolo­go, rinunciando a fare un piccolo sforzo per cercare d'af­frontare personalmente le situazioni critiche.

L'educazione alla fede

L'Italia del dopoguerra aveva un tasso d'analfabetismo piuttosto alto. I ragazzi, al massimo, riuscivano a fre-quentare le scuole elementari. Eppure, in quel periodo, i giovani sembravano più sapienti e più saggi. Avrebbe­ro riso a crepapelle, leggendo la proposta di utilizzare la foto di una capra per trovare fiducia in sé stessi. Una co­sa è certa. I "nuovi saperi" di oggi non corrispondono ad una crescita culturale delle nuove generazioni. Questo accade perché sta scomparendo, in famiglia, una sana educazione alla fede cristiana. Certi genitori organizza­no feste megalomani per il Battesimo dei figli (che as­somiglia, sempre di più, ad un rito vuoto, basato sull'ap­parenza). Ma poi, con il passar del tempo, rinunciano a parlare di Dio.

Quante volte sentiamo certe mamme e certi papa "mo­derni" che dicono: "Mio figlio non voglio influenzarlo. Deciderà lui, quando sarà più grande, se vuole andare a Messa oppure no". Oppure: "Non gli parlo di Dio, per­ché voglio rispettare la sua libertà". I risultati di certe disastrose mode pseudo-educative so­no ben visibili. Il vuoto lasciato da Dio viene colmato da maghi, streghe e fattucchiere che pretendono di sosti­tuirsi a quel senso di serenità che solo Gesù Cristo può dare. Un grande scrittore, Chesterton, diceva che quan­do l'uomo smette di credere in Dio, non è vero che non crede più a nulla. Comincia a credere a tutto il resto. Ed è quello che sta succedendo oggi, nell'era dei "nuovi sa­peri". Alcuni giovani non sono più credenti. Sono diven­tati dei perfetti creduloni.

Ripetizioni per adulti

Un evidente segnale di insicurezza è rappresentato dal dilagare di organizzazioni che forniscono un sostegno agli studenti universitari, aiutandoli a superare gli esa­mi. Anche in questo caso, non faremo nomi per evitare di fare pubblicità. Ma certe organizzazioni sono, ormai, sotto gli occhi di tutti, e vengono promosse da campa­gne pubblicitarie martellanti.

Un tempo erano i bambini ad avere bisogno delle ripe­tizioni, quando non riuscivano a "digerire" qualche ma­teria a scuola. Oggi sono i ventenni e i trentenni a non poter fare a meno di questo tipo di aiuto. C'è bisogno di una guida esterna, che prenda per mano questi "bambinoni" mai cresciuti (ovviamente, dopo che i loro genitori hanno staccato un bell'assegno). Alla luce dei fatti, vediamo che tutto questo abbondare di nuovi saperi non serve a nulla, se ai giovani viene na­scosta la vera sapienza: quella della fede. Si tende a creare sempre di più una società senza Dio, dominata dal relativismo morale. In alcune scuole si è arrivati al punto di contestare la presenza del crocifisso sul muro. Per i giovani, il rischio è quello di ritrovarsi soli in un mondo apparentemente ostile, essendo stati privati di quel rapporto di filiazione divina che può rappresenta­re "una marcia in più" nei momenti di difficoltà.

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