ROMA - Sarà la risposta al Partito Democratico che ha candidato Andrea Sarubbi nelle proprie liste? Non c'è proprio paragone: Alessandra Borghese, l'amica di Papa Benedetto correrà per l'Udc alle prossime elezioni. Lo ha annunciato in una conferenza stampa questa mattina il candidato premier dell'Unione di Centro Pier Ferdfinando Casini. Questa decisione - spiega la principessa Borghese questa mattina in conferenza stsmpa - "é la naturale continuazione del mio percorso di questi anni: un percorso in difesa dei valori della famiglia, dei giovani, delle donne e della vita". I valori dell'Udc, dunque. E si dichiara fortemente infastidita dalla polemica sul voto utile : "Credo che in democrazia l'unico voto utile sia quello che garantisce i valori in cui credo". La neo candidata dei centristi ha ammesso di avere avuto proposte anche da parte di altri partiti: "Alcune proposte ci sono state - dice - ma quella vera e concreta è quella di oggi: credo di essere nel posto giusto". A chi le chiede quanto influirà, se sarà eletta la sua conoscenza con il Papa, la principessa risponde: "Sono qui da cittadina italiana. Dalla finestra vedo il Cupolone ma anche il Colosseo...".
Alcune note su Alessandra Borghese
Nata a Roma il 25 settembre 1963 dal Principe don Alessandro Romano Borghese e da Fabrizia dei Conti Citterio. Compie studi cattolici presso l’Istituto Trinità dei Monti a Roma. Consegue la Laurea in Business Administration all'Università John Cabot College, con specializzazione in marketing e management. Lavora per tre anni nella città di New York presso la società American Express. Al ritorno in Italia diventa socio azionista della International Affairs, società specializzata in comunicazione ed immagine aziendale. Nel 1990 fonda il Centro Culturale “Alessandra Borghese” con il quale realizza, negli anni, eventi di grande qualità e successo di pubblico, che spaziano dall’arte, al cinema, alla musica. Ne ricordiamo alcuni: “Intorno al Futurismo” (1991/92), “La seduzione da Boucher a Warhol” (1992/93), “Tamara de Lempicka” (1994), “Cinema: cento anni di meraviglia” (1994/95), “Leni Riefenstahl” (1996), “Passione per la vita: la rivoluzione nell’arte messicana del XX secolo” (1996/97). Allo stesso tempo segue il restauro di una proprietà di famiglia del ‘600 vicino Montecatini Terme, trasformandola da azienda agricola a polo turistico. Per promuovere la nuova struttura organizza la manifestazione “Country Art alla Fattoria Medicea” (1995-1996). Durante la seconda edizione della stessa commissiona ai maggiori artisti figurativi contemporanei italiani la mostra “I Borghese, una committenza nel 1996 ”, a cui fa seguito un convegno internazionale sul tema della committenza artistica contemporanea. È stata Consigliere Speciale del Sindaco Rutelli per la Cultura ed il Turismo (incarico fiduciario e non politico) durante la preparazione del Giubileo del 2000, oltre che membro del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia per la Moda. Negli anni ha promosso e organizzato delle Celebrazioni Liturgiche nelle più importanti Basiliche romane, presiedute da Cardinali della Curia ed accompagnate musicalmente da grandi orchestre internazionali come la Grande Orchestra di Dresda (2000), il Coro di Ratisbona (1999) e la Camerata Salzburg (2001), devolvendo di volta in volta i proventi a scopi umanitari. Dal maggio 2005 è hospitalière del Santuario Notre-Dame de Lourdes e dal luglio 2006 è componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Civitas Lateranensis, che ha come fine la promozione e il sostegno della Pontificia Università Lateranense. Dopo aver collaborato con Panorama e con il quotidiano Il Tempo, scrive per il settimanale Gente e per Style, il mensile del Corriere della sera. E' autrice dei seguenti bestseller Noblesse oblige (Mondadori), Con occhi nuovi (Piemme), Sete di Dio (Piemme).
Leggiamo un articolo recentemente scritto da Alessandra Borghese.
MA DIO NON VA MESSO IN UN ANGOLO
Ci si interroga molto se sia scomparso il senso religioso e troppo poco sul perché ciò sia accaduto. Poco tempo fa è stata reso noto che presto verranno riesumati i resti mortali di Padre Pio, e le spoglie del santo saranno esposte all’adorazione dei fedeli nella nuova chiesa costruita da Renzo Piano a San Giovanni Rotondo. Alcuni si sono chiesti il perché di un gesto simile trovandolo forse inopportuno visto che il prete di Pietralcina è già un icona popolare conosciutissima, molti altri invece aspettano il grande evento con impazienza. Ricordo che qualche anno fa rimasi molto colpita dal fatto che la mia parrocchia di S.Lorenzo in Lucina a Roma improvvisamente si riempì di gente, a tutte le ore, e per tutte le celebrazioni liturgiche. Sembrava fosse Natale o Pasqua. Il motivo scatenante di tanta partecipazione fu l’esposizione delle reliquie di S.Teresa di Lisieux. Certamente un fatto degno di tutta l’attenzione perchè questa giovanissima santa a quindici anni scoprì la sua piccola via dell’infanzia spirituale. Il Regno dei cieli promesso ai piccoli fu raggiunto da santa Teresina sulla via della totale fiducia e abbandono all’amore misericordioso del Padre. Lo scorso 11 febbraio, sono arrivate a Roma le reliquie di un'altra amatissima santa, Bernadette Soubirous, a cui la Madonna 150 anni fa apparve per ben diciotto volte in una Grotta ai piedi dei Pirenei. Il quantitativo di gente che si è riversata in quell’unica parrocchia alla periferia di Roma, dedicata a Santa Bernadette è stato impressionante. Le persone hanno compiuto gesti semplici e riconoscibili. Ognuno ( vecchio , giovane o bambino) ha avuto una chiara conoscenza di quello che stava facendo. Non è stata quindi una partecipazione casuale, ma piuttosto un incontro di preghiera voluto e ricercato.
Viene allora spontanea una domanda. Possibile che in un mondo così distratto, centinaia di persone possano accorrere ad adorare e a chiedere intercessione ad una “piccola” santa o recarsi nel paesino di un vecchio cappuccino? Chi frequenta i santuari è abituato a vedere tanta devozione popolare, mentre certamente molto meno trasporto viene vissuto nelle parrocchie.
In effetti oggi le chiese sono spesso vuote, e la crisi di conoscenza religiosa è alquanto palpabile. L’inversione di tendenza che si è verificata nelle due chiese romane se pur a distanza di anni, dovrebbe far riflettere il clero su quello che i fedeli oggi più che mai necessitano. In due parole: il senso del sacro. Non è giusto però ridurre le religioni ad un fatto meramente sociologico. Indubbiamente una certa cristianità è finita. Anche lo scontro post-conciliare tra tradizionalisti e progressisti ha portato gli uni ad avere troppo immobilismo, e gli altri troppo liberismo, con risultati a volte sconcertanti. Sono ormai passati più di 40 anni dal Concilio Vaticano II anche se il travaglio non è ancora finito. Sta emergendo una “nuova cristianità” non più sostenuta dalle istituzioni, che deve confrontarsi con le esigenze moderne e la sfida delle altre religioni. Molti sono i movimenti laici che hanno preso sempre più corpo negli ultimi decenni come l’ Opus Dei, Comunione e Liberazione, Rinnovamento dello Spirito e il Regnum Christi. Certo sono numeri minoritari ma non per questo marginali.
La Chiesa Cattolica deve sfidare un mondo moderno senza cedere a compromessi o facili vie d’uscita. I Protestanti hanno inseguito la moda del mondo (salvo alcune sette), da loro i preti si sposano, le donne possono presiedere il culto, gli omosessuali dichiarati sono accettati nel clero etc. Non pensate però che così abbiano perso gran parte del loro sale? In fondo la religione non è altro che una risposta a Dio. Quel “Dio morto” di Nietzsche o “messo in un angolo” come più volte ha ammonito il Papa. Una nuova cristianità sta crescendo, con fatica e tra molti pregiudizi, ma la speranza cristiana è sostenuta dalla certezza che se noi cerchiamo Dio, sarà Lui a trovarci.
Alessandra Borghese |