CITTA’ DEL VATICANO - ''L'Eucaristia non puo' mai essere un fatto privato, riservato a persone che si sono scelte per affinita' o amicizia: e' un culto pubblico, che non ha nulla di esoterico, di esclusivo''. Lo ha ricordato Benedetto XVI durante la Messa celebrata a San Giovanni in Laterano in occasione del ''Corpus Domini'', ribadendo che ''adorare il Dio di Gesu' Cristo, fattosi pane spezzato per amore, e' il rimedio piu' valido e radicale contro le idolatrie di ieri e di oggi''. ''Stasera, non abbiamo scelto noi con chi incontrarci, siamo venuti e ci troviamo gli uni accanto agli altri, accomunati dalla fede e chiamati a diventare un unico corpo condividendo l'unico Pane che e' Cristo'', ha rilevato il Papa sottolineando che ''siamo uniti al di la' delle nostre differenze di nazionalita', di professione, di ceto sociale, di idee politiche'' e richiamando la celebre espressione di San Paolo: ‘Non c'e' piu' giudeo ne' greco; non c'e' piu' schiavo ne' libero; non c'e' piu' uomo ne' donna, perche' tutti voi siete uno in Cristo Gesù' . ''Tutti voi siete uno - ha aggiunto il Pontefice -. In queste parole si sente la verita' e la forza della rivoluzione cristiana, la rivoluzione piu' profonda della storia umana, che si sperimenta proprio intorno all'Eucaristia: qui si radunano alla presenza del Signore persone diverse per eta', sesso, condizione sociale, idee politiche''. Proprio questa apertura, ha osservato Benedetto XVI, ''e' stata una caratteristica del cristianesimo realizzata visibilmente intorno all'Eucaristia, e occorre sempre vigilare perche' le ricorrenti tentazioni di particolarismo, seppure in buona fede, non vadano di fatto in senso opposto''. Il Pontefice ha poi voluto sottolineare che ''inginocchiarsi davanti all'Eucaristia e' professione di liberta': chi si inchina a Gesu' non puo' e non deve prostrarsi davanti a nessun potere terreno, per quanto forte. Noi cristiani ci inginocchiamo solo davanti al Santissimo Sacramento, perche' in esso sappiamo e crediamo essere presente l'unico vero Dio, che ha creato il mondo e lo ha tanto amato da dare il suo Figlio unigenito''. ''Adorare il Corpo di Cristo - ha spiegato - vuol dire credere che li', in quel pezzo di pane, c'e' realmente Cristo, che da' vero senso alla vita, all'immenso universo come alla piu' piccola creatura, all'intera storia umana come alla piu' breve esistenza''. In altre parole, ha precisato Benedetto XVI, ''Colui al quale ci prostriamo non ci giudica, non ci schiaccia, ma ci libera e ci trasforma''. Per il Papa, infatti, l'Eucaristia ''e' il Sacramento del Dio che non ci lascia soli nel cammino, ma si pone al nostro fianco e ci indica la direzione''. ''Non basta andare avanti - ha quindi ammonito il Pontefice -, ma bisogna vedere verso dove si va. Non basta il 'progresso', se non ci sono dei criteri di riferimento. Anzi, se si corre fuori strada, si rischia di finire in un precipizio, o comunque di allontanarsi piu' rapidamente dalla meta. Dio ci ha creati liberi - ha concluso Benedetto XVi prima di guidare la tradizionale processione del Corpus Domini sino alla Basilica di Santa Maria Maggiore - ma non ci ha lasciati soli: si e' fatto Lui stesso 'via' ed e' venuto a camminare insieme con noi, perche' la nostra liberta' abbia anche il criterio per discernere la strada giusta e percorrerla''. Particolare molto significativo, durante la Comunione i fedeli sono stati fatti inginocchiare, come avveniva con il glorioso rito tridentino, ad un'apposita balaustra quale forma di rispetto verso il Santissimo Sacramento. |