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BENEDETTO XVI AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO DELLE RADIO CATTOLICHE: OFFRITE SPERANZA!
(di Alessandro Gisotti per Radio Vaticana) - 20/6/2008 16:42

CITTA' DEL VATICANO - Le radio cattoliche, annunciando il Vangelo agli uomini del nostro tempo, partecipano in modo sempre nuovo alla missione della Chiesa: è il riconoscimento di Benedetto XVI, che stamani ha avuto parole di stima per gli operatori delle emittenti cattoliche, riuniti in Vaticano per un Congresso internazionale, promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Nell’udienza in Sala Clementina, il Pontefice si è dunque soffermato sul binomio identità-missione, tema forte del Congresso voluto dal presidente del dicastero vaticano, l’arcivescovo Claudio Maria Celli, che ha rivolto l’indirizzo d’omaggio al Papa. E’ importante “rendere attraente la Parola di Dio” dandogli corpo attraverso trasmissioni radiofoniche che tocchino “il cuore degli uomini del nostro tempo” e “partecipino alla trasformazione della vita dei nostri contemporanei”: è l’esortazione di Benedetto XVI agli operatori delle radio cattoliche, che, ha detto, con il loro servizio permettono di “conoscere meglio Cristo”, di “ascoltare il Papa ed amare la Chiesa”. Le molte e diverse forme di comunicazione, ha notato il Pontefice, “manifestano con evidente chiarezza come l’uomo, nella sua struttura antropologica essenziale, sia costituito per entrare in relazione con l’altro”:

“Lo fa soprattutto per mezzo della parola. Nella sua semplicità e apparente povertà, la parola, inscrivendosi nella comune grammatica del linguaggio, si pone come strumento che realizza la capacità di relazione degli uomini”. Questa parola, ha aggiunto, “si fonda sulla ricchezza condivisa di una ragione creata ad immagine e somiglianza del Logos eterno di Dio, cioè di quel Logos in cui tutto liberamente e per amore è creato”. Pensiero che ha ulteriormente sviluppato nella parte del discorso pronunciata in francese: “In ragione del suo legame con la parola – ha sottolineato – la radio partecipa alla missione” ecclesiale, ma al tempo stesso “genera una nuova maniera di vivere, di essere e di fare Chiesa”. Le molteplici forme di comunicazione, ha proseguito, “possono essere un dono di Dio al servizio dello sviluppo della persona umana e dell’intera umanità”. La radio attraverso la parola e la musica può informare e far rilassare, annunciare e denunciare, ma, è stato il suo richiamo, sempre “nel rispetto della realtà” e in una “chiara prospettiva di educazione alla verità e alla speranza”. (.......) “Aiutando il cuore di ogni uomo ad aprirsi a Cristo, aiuterete il mondo ad aprirsi alla speranza e a spalancarsi a quella civiltà della verità e dell’amore che è il frutto più eloquente della sua presenza fra noi”.

Dal canto suo, l’arcivescovo Celli ha ricordato che, fin dalla sua invenzione, la radio è stata promossa dai Pontefici quale “insostituibile strumento di evangelizzazione e di cultura”: “La visita che Ella ha compiuto alla Radio Vaticana, nel 75.mo anniversario di fondazione, ha ulteriormente sottolineato il prezioso ruolo che l'emittenza radiofonica svolge nell'ambito più generale della comunicazione”. Mons. Celli ha così ribadito l’impegno del suo dicastero, affinché le radio cattoliche, oggi inserite nel novero dei new media, offrano sempre più un’informazione al servizio della persona.


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