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LE INTERVISTE DI 'PETRUS' - BONIPERTI: 'GIOVANNI PAOLO II MI RINGRAZIO' PER AVER COMPRATO BONIEK'
(di Bruno Volpe su Papanews.it) - 4/7/2008 17:23

ROMA - Continuiamo la pubblicazione delle grandi interviste di 'Petrus', realizzate dal giornalista Bruno Volpe. Nel giorno della festa del suo ottantesimo compleanno, l'intervista a Giampiero Boniperti, storico presidente della Juventus, raggiunto ai microfoni del quotidiano on line che tratta argomenti del Pontificato di Papa Benedetto XVI www.papanews.it . Ha compiuto ottant’anni, in buona forma e salute. Parliamo di Giampiero Boniperti (nella foto piccola con Gianni Agnelli), Presidente emerito della Juventus, un’icona del calcio (giocato e dirigenziale) italiano. Con Boniperti abbiamo parlato del suo rapporto con la fede: “Sono profondamente cattolico, lo erano i miei genitori, ho studiato dai padri Oblati”, esordisce l’ex braccio destro dell’Avvocato Gianni Agnelli, componente di uno splendido trio nel dopo-guerra con Charles e Sivori.

Presidente Boniperti, la religione, insieme al calcio, è dunque uno dei valori basilari della Sua esistenza…

“Certo, e ne sono fiero. Grazie a Dio ho vissuto bene, non ho rimorsi; ho sposato una donna eccellente, ho avuto cinque figli: che altro potrei desiderare? Devo solo lodare il Signore per la sua generosità”.

Intanto Lei è proverbiale perchè non riusciva ad assistere all’intera partita della Juventus, abbandonava lo stadio alla fine del primo tempo, perchè?

“Lo so che forse è poco cristiano. I veri cristiani sopportano il dolore e lo dedicano a Dio. Ma io non ce la facevo a terminare la partita, sarei morto di infarto dopo quarantacinque minuti. Qualunque fosse il risultato, salutavo e andavo via. Poi apprendevo il finale soltanto a casa. Avevo il coraggio di assistere al secondo tempo solo il giorno dopo, in differita, quando ero già a conoscenza del risultato. Se la Juventus perdeva o perde ancora, per me è un dramma”.

Ha rimpianti?

“Peccati, certamente. D’altro canto, chi non ne ha? Ma non penso di aver fatto del male a nessuno, almeno volontariamente. Se poi ho danneggiato qualcuno, sono pronto a chiedere perdono”.

Presidente Boniperti, Le piace più il calcio di oggi o quella di una volta?

“Oggi si corre molto, ma anche ai miei tempi le partite erano dure e imprevedibili”.

Ci parli dei Suoi rapporti con i Papi che ha incontrato da calciatore e da dirigente della Juventus.

“Guardi, ho conosciuto personalmente Papa Giovanni Paolo II nel 2000, in occasione dei mondiali di calcio italiani, e mi colpirono i suoi occhi e il suo sorriso radioso. Per me è Santo, lo ha dimostrato con la sua vita. Attendo con ansia la sua canonizzazione ufficiale da parte della Chiesa”.

Che cosa vi siete detti?

“Le sembrerà strano, ma parlammo di calcio. E, le assicuro, Giovanni Paolo II era un fine intenditore. Si informava, e mi chiese della sua Polonia. Poi mi ringraziò perchè la Juventus negli anni ‘80 aveva comprato Boniek, che era polacco come lui. Ne parlò benissimo, io assentii”.


Uno dei famosi gol di Boniperti

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