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NELLA SPAGNA SCRISTIANIZZATA DA ZAPATERO NASCE ISTITUTO PER DIRITTI UMANI DEDICATO AL PAPA
(di Redazione Papaboys) - 8/7/2008 17:41

MADRID - Luis Zapatero ci prova, ce la mette tutta: obiettivo 'laicizzazione' assoluta della Spagna, paese nato e cresciuto nei secoli grazie al Cristianesimo. Dubbi su crocifissi nelle scuole (da rimuovere secondo il premier), portare avanti al più presto le riforme annunciate nel 37esimo congresso del Partito socialista spagnolo (Psoe), prima di tutto quella sul voto degli immigrati nelle elezioni municipali, ma anche quelle su aborto e sulla "morte dignitosa": sono questi gli obiettivi che ha ribadito di nuovo in queste ore il buon Luis parlando con la stampa al termine della prima riunione del nuovo comitato esecutivo del partito. Dall'altra parte della barricata invece, senza spostare di mezzo millimetro la visione della vita, della società e del processo di globalizzazione del mondo che talvolta taglia i deboli, resta la Chiesa, con milioni di fedeli che quotidianamente subiscono 'attentati' dal governo spagnolo.

Lavorare per la diffusione dei diritti umani e per trasformarli in una realtà concreta”: con questo obiettivo, l’arcivescovo di Valencia, il cardinale Agustín García-Gasco Vicente, ha annunciato la creazione dell’Istituto "Benedetto XVI sui Diritti Umani". Il nuovo centro di studi - riferisce l'edizione quotidiana del Tg di Radio Vaticana - sarà situato presso l’Università cattolica della città, intitolata a San Vincenzo Martire. Presentando l’iniziativa nella consueta lettera pastorale settimanale, il porporato spagnolo si è detto “pienamente convinto del fatto che le attività del nuovo Istituto si rifletteranno sul bene delle persone, delle famiglie e della società”. Invitando quindi i fedeli a partecipare alle iniziative del neo centro-studi, il cardinale García-Gasco ha ricordato che, d’ora in poi, “i cristiani di Valencia e tutte le persone di buona volontà dispongono di un nuovo luogo di incontro e di un nuovo strumento per conoscere meglio i diritti umani e applicarli adeguatamente nella vita di tutti i giorni”. Quindi, l’arcivescovo spagnolo ha sottolineato che “la difesa dei diritti umani è uno dei compiti che meglio contribuisce a riunire tutta la famiglia umana. Da qui deriva, infatti, la stima che la Chiesa ha per le Nazioni Unite e la speranza che esse appaiano come un simbolo dell’unità tra gli Stati e come uno strumento al servizio di tutta l’umanità”. Oltre a ricordare che “la Santa Sede ha sempre avuto un posto nelle assemblee dell’ONU, contribuendo alla causa dell’amore e della difesa dei diritti umani”, il cardinale García-Gasco ha poi ribadito che, “come hanno confermato recentemente le Nazioni Unite, la Santa Sede offre il proprio contributo secondo le disposizioni degli accordi internazionali”. Infine, il porporato ha citato le parole di Benedetto XVI, il quale “ha insistito affinché le Nazioni Unite continuino ad essere un luogo privilegiato, in cui la Chiesa è impegnata a portare la sua esperienza, messa alla prova nel corso dei secoli, tra i popoli di tutte le razze e le culture, ed orientata ad ottenere la libertà per tutti gli esseri umani e per tutti i credenti”.

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