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BENEDETTO XVI ALL'ANGELUS: "GESÙ SOFFRE E MUORE IN CROCE PER AMORE". "EUTANASIA UNA FALSA SOLUZIONE"
(di Redazione Papaboys) - 1/2/2009 20:36

CITTA' DEL VATICANO - Durante l’Angelus di questa domenica Benedetto XVI ha sottolineato il senso della sofferenza nella missione di Gesù e nella vita dell’uomo. Nel giorno in cui in Italia si celebra la Giornata per la Vita, indetta dalla Cei ed incentrata sulla forza della vita nella sofferenza, il Papa si è soffermato sull’odierno brano evangelico di San Marco. Ricordando l’episodio dell’uomo posseduto dal demonio che rivela l’identità divina di Gesù, il Santo Padre ha affermato che “la croce di Cristo è la rovina del diavolo”. Bisogna avere il coraggio – ha spiegato – di annunciare la verità e di dire con chiarezza, ad esempio, che “l’eutanasia è una falsa soluzione al dramma della sofferenza”

Il Diavolo cerco’ di distogliere Gesu’ dalla sua missione per "dirottarlo invece verso la logica umana di un messia potente e pieno di successo". Lo ha ricordato Benedetto XVI prima della preghiera dell'Angelus in una catechesi dedicata al cosiddetto 'segreto messianico', il fatto cioe' che “Gesu' non vuole che per il momento si sappia, al di fuori del gruppo ristretto dei discepoli, che Lui e' il Cristo, il Figlio di Dio". "Un uomo posseduto dal demonio - ha ricordato il Papa teologo citando la pagina del Vangelo di Marco che racconta l’accaduto -, all'improvviso si mette a gridare: 'Che vuoi da noi, Gesu' Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!'. E Gesu' gli intima: 'Taci! Esci da lui!'. E subito lo spirito maligno, con grida strazianti, usci' da quell'uomo. Gesu' non solo scaccia i demoni dalle persone, liberandole dalla peggiore schiavitu', ma impedisce ai demoni stessi di rivelare la sua identita'. Ed insiste su questo 'segreto' perche' e' in gioco la riuscita della sua stessa missione, da cui dipende la nostra salvezza. Sa, infatti, che per liberare l'umanita' dal dominio del peccato, Egli dovra' essere sacrificato sulla Croce come vero Agnello pasquale". "La Croce di Cristo - ha quindi spiegato il Pontefice ai 30.000 fedeli presenti in Piazza San Pietro - sara' la rovina del diavolo, ed e' per questo che Gesu' non smette di insegnare ai suoi discepoli che per entrare nella sua gloria deve patire molto, essere rifiutato, condannato e crocifisso, essendo la sofferenza parte integrante della sua missione. Gesu' soffre e muore in Croce per amore. In questo modo - ha sottolineato Benedetto XVI -, a ben vedere, Gesu' ha dato senso alla nostra sofferenza, un senso che molti uomini e donne di ogni epoca hanno capito e fatto proprio, sperimentando serenita' profonda anche nell'amarezza di dure prove fisiche e morali". Un motivo in piu’, ad avviso del Santo Padre e della Chiesa cattolica, per ribadire che "l'eutanasia e' una falsa soluzione al dramma della sofferenza, una soluzione non degna dell'uomo”, e che “la vera risposta non puo' essere dare la morte, per quanto 'dolce', ma testimoniare l'amore che aiuta ad affrontare il dolore e l'agonia in modo umano". "'La forza della vita nella sofferenza' - ha rammentato il Papa - e' il tema che i Vescovi italiani hanno scelto per il consueto Messaggio in occasione della Giornata per la Vita. Mi unisco di cuore alle loro parole, nelle quali si avverte l'amore dei Pastori per la gente, e li coraggio di annunciare la verità”. "Siamone certi - ha aggiunto il Pontefice -, nessuna lacrima, ne' di chi soffre, ne' di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio. La Vergine Maria ha custodito nel suo cuore di Madre il segreto del suo Figlio, ne ha condiviso l'ora dolorosa della Passione e della Crocifissione, sorretta dalla speranza della risurrezione. A Lei affidiamo le persone che sono nella sofferenza e chi si impegna ogni giorno al loro sostegno, servendo la vita in ogni sua fase: genitori, operatori sanitari, sacerdoti, religiosi, ricercatori, volontari, e molti altri. Per tutti preghiamo". Ma Benedetto XVI ha colto l’occasione per chiedere ai fedeli di pregare anche per "ringraziare il Signore per il prezioso dono" delle vocazioni religiose e di "domandare a Lui, per intercessione della Madonna, tante nuove vocazioni, nella varieta' dei carismi di cui e' ricca la Chiesa". "Celebreremo (in queste ore, ndr) la festa liturgica della Presentazione di Gesu' al Tempio. Il mio amato predecessore Giovanni Paolo II ha voluto che questa ricorrenza, in cui molte persone consacrate emettono o rinnovano i loro voti, diventasse ‘Giornata della Vita consacrata’. "Incoraggio fervidamente - ha rimarcato il Papa - le persone che hanno donato la vita a Cristo mediante la professione religiosa: rimanete fortemente radicate nella carita' e nell'umilta', osservate i vostri voti e i vostri carismi, avendo particolare cura dei bisognosi; pregate per la pace e per la conversione del mondo". "Con tutta la Chiesa - ha dunque assicurato il Santo Padre ai religiosi -, prego per voi e vi benedico di cuore". Al termine dell'Angelus, il Papa ha salutato il ‘Movimento per la Vita’, le delegazioni delle Facolta' di Medicina e Chirurgia delle Universita' di Roma, quanti sono impegnati nella difesa e nella promozione del “fondamentale bene della vita”, ed ha espresso apprezzamento ed incoraggiamento per l'abnegazione della Diocesi di Roma in questo campo, formulando “auguri cordiali”, inoltre, per la ‘Settimana della Famiglia'.

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