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APPROFONDIMENTI - DROGHE 'LEGGERE', CONSEGUENZE 'PESANTI'
(di Matteo Orlandi su Papanews.it ) - 3/3/2009 13:43

ILLUSIONI GIOVANILI - Negli ultimi decenni, fare esperienze con alcune droghe viene ritenuto dai ragazzi un rischio calcolato. Marijuana e hashish vengono considerate droghe facili, pulite, aventi una funzione ricreativa e socializzante. Anche in relazione alla loro larga diffusione, tali sostanze sono al centro di un infinito dibattito tra proibizionisti ed anti-proibizionisti. Non si capisce, purtroppo, che non esistono, in senso assoluto, droghe leggere e droghe pesanti. Gli effetti e i danni provocati dall'uso di stupefacenti, di qualsiasi tipo, sono sempre estremamente gravissimi. Ancora, mentre sono conosciuti gli effetti dell'assunzione a breve o a medio termine dei cannabici, lo sono molto meno quelli a lungo termine. Chi è favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere dice che usate una volta ogni tanto non fanno male. Si dimentica che l’utilizzo di qualsiasi droga a qualcuno può fare meno male, ad altri tanto male. Se consideriamo, poi, che diversi ragazzi e ragazze usano ogni giorno droghe leggere, anche a scuola, c’è da preoccuparsi. Fumando le cosiddette ‘canne’, a livello fisico aumentano i battiti cardiaci, si dilatano le pupille e si arrossano le congiuntive, aumenta il senso della fame, si avverte la bocca impastata e secca, si ha spesso emicrania e si può arrivare, dopo grosse assunzioni, a svenimenti e collassi. A livello mentale subentra un calo dell'attenzione, della coordinazione motoria e delle capacità della memoria per tutta la durata degli effetti. Più il consumo è abituale, più a lungo durano questi effetti. Poi ci può essere una forte tendenza a ripeterne l'uso, condizione questa che innesca i meccanismi biologici della dipendenza. Uno spinello danneggia il sistema respiratorio come più sigarette fumate assieme. Il consumatore di cannabici, infatti, aspira più profondamente, usa filtri di fortuna, per cui le sostanze irritanti e cancerogene presenti nelle pianta della Canapa vengono assorbite in quantità maggiore. I disturbi vanno dalla tosse alla bronchite, dalla ridotta capacità respiratoria all'enfisema (aumento di aria negli organi), sino ad arrivare addirittura al cancro, per non parlare dei disturbi del sistema nervoso, come attacchi di ansia, di panico e sindrome depressive che talvolta conducono al suicidio o, comunque, al desiderio di morire. In Italia è un'abitudine diffusa bere qualsiasi tipo di alcolici unitamente al fumare le ‘canne’. Ma è un'abitudine estremamente pericolosa. Infatti, l'eccesso di alcool e di cannabici predispone a svenimenti e collassi. Poi, se ci si vuole liberare dall'alcool ingerito, a volte diventa difficile vomitare perché i cannabici bloccano il centro nervoso del vomito. Per chi associa altre droghe, come la cocaina, droga pesante che sembra prendere piede nella nostra società, ci sono grossi problemi, anche di salute mentale. Fratelli cari, quando aprirete gli occhi!?! Ascoltate, una volta tanto, Papa Benedetto XVI, che in materia ha detto chiaramente, era il 16 dicembre 2007, che la droga, come ogni altro paradiso artificiale, allontana dalla vera felicità. Fare "della felicità un idolo", come fa chi si rifugia nei paradisi artificiali della droga, allontana definitivamente dalla "vera gioia", che invece è in chi ama gli altri, come insegna il messaggio evangelico. "La gioia entra nel cuore di chi si pone al servizio dei piccoli e dei poveri - aveva evidenziato Benedetto XVI -. In chi ama così, Dio prende dimora, e l'anima è nella gioia". "Se invece si fa della felicità un idolo, si sbaglia strada, ed è veramente difficile trovare la gioia di cui parla Gesù. E' questa, purtroppo - concludeva il Papa -, la proposta delle culture che pongono la felicità individuale al posto di Dio, mentalità che trova un suo effetto emblematico nella ricerca del piacere ad ogni costo, nel diffondersi dell'uso di droghe come fuga, come rifugio in paradisi artificiali, che si rivelano poi del tutto illusori". Ed ancora a Bressanone, durante l’agosto scorso, il Pontefice, parlando di giovani che bruciano le loro estati in droga e alcool, parlava di “esperienze degradanti che sfociano non di rado in sconvolgenti tragedie”; si tratta di ragazzi che inseguono “false evasioni”, che “consumano esperienze degradanti”. Le “false evasioni” giovanili, spiegava il Papa, sono “un tipico prodotto dell'attuale cosiddetta società del benessere che, per colmare un vuoto interiore e la noia che lo accompagna, induce a tentare esperienze nuove e più estreme”. Purtroppo.

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