ROMA - “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Gv 14,1). Dopo aver pregato, Gesù “tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione»” (Mt 26,40-41a). Dal Getsemani - luogo in cui i pellegrini “missionari di pace” in Terra Santa si sono riuniti per la prima Adunanza Eucaristica Internazionale - al Circo Massimo per continuare quella preghiera di veglia adorante nell'ascolto della Parola di Dio. Perché adorare l'Eucaristia? Cos'è l'Eucaristia? È il Signore Gesù presente nella sua Chiesa con il suo corpo, sangue, anima e divinità, nascosto sotto le apparenze del pane e dimorante in mezzo a noi come il vero Emmanuele (cfr Mt 1,23). In occasione della Solennità del Corpus Domini Sua Santità Benedetto XVI parlando dell'Eucaristia ha detto: “Il pane Eucaristico è il segno visibile di Colui nel quale cielo e terra, Dio e uomo sono diventati una cosa sola”; ha affermato che solo guardando e adorando l'Eucaristia possiamo dire con fermezza che l'Amore esiste e può cambiare le cose in meglio. Ed è questa speranza che proviene dall'Amore di Cristo a darci la forza di vivere e di affrontare le difficoltà. Di questo pane abbiamo tutti bisogno perché lungo e faticoso è il cammino verso la libertà, la giustizia e la pace. Cristo è dunque dono oblativo del Padre all'uomo, il quale non può sempre e solo ricevere ma deve donare l'Amore di Cristo e diventare sorgente dalla quale sgorgano fiumi di acqua viva (cfr Gv 7,37-38). Per diventare una tale sorgente, l'uomo deve però bere sempre e di nuovo a quella prima e originaria sorgente che è Cristo Gesù, dal cui cuore trafitto scaturisce l'Amore di Dio (cfr Gv 19,34 – dalla Lettera Enciclica “Deus Caritas Est”).

La Chiesa vive dell'Eucaristia, nucleo e sintesi del mistero della sua esistenza: essa celebra, dona, vive, contempla e adora l'Eucaristia. Giovanni Paolo II pensando all'Eucaristia riassume nella celebrazione della Santa Messa, nei tanti momenti e nei tanti luoghi in cui l'ha presieduta, la sua stessa vita di sacerdote, di vescovo e di successore di Pietro. Tra i suoi ricordi, trascritti nella Lettera Enciclica “Ecclesia De Eucharistia”, emerge lo spirito del Pontefice fortemente pervaso dall'amore di Cristo Eucaristico vissuto in una vita colma di poesia. Egli esprime così il “Fiat” che fu di Maria, la Donna Eucaristica; Sì, che nella celebrazione diventa sì cosmico! “Anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, in cappelle poste sui sentieri di montagna, sulle sponde dei laghi, sulle rive del mare, su altari costruiti negli stadi, nelle piazze delle città... l'Eucaristia è sempre celebrata, in un certo senso, sull'altare del mondo”. Con lo stesso spirito e la medesima intuizione, giovani e meno giovani, abbiamo condiviso l'esperienza paradisiaca dell'Adorazione nella notte tra il 27 e il 28 giugno. L'incontro ha registrato la partecipazione di decine di Associazioni di volontariato sia cristiane sia laiche.
Dopo l'accoglienza al Circo Massimo, curata dalle stesse Associazioni partecipanti, ognuna organizzata in un proprio stand, si è aperta la prima parte del meeting “Mani per pregare, mani per operare”. I giovani dell'Associazione Nazionale Papaboys hanno coordinato il momento iniziale di apertura con l'esibizione della Band Le Fragole & Revival Ensemble, seguita dal concerto di alcuni gruppi e artisti emergenti della Christian Music: Andrè, Padre Raf, gli NdG Group e Jobel 2000. Gli emozionanti e conivolgenti momenti musicali, che hanno suscitato nei partecipanti il preambolo all'Adunanza Eucaristica nella gioia dell'ascolto di musica e canti, ha avuto il suo prosieguo con la lettura integrale della Lettera di S. Paolo Apostolo ai Gàlati (curata dalla compagnia teatrale di Franco Giacobini e Angela Goodwin con l'introduzione del maestro Marco Celli Stein) in occasione della chiusura dell'Anno Paolino. La celebrazione della Santa Messa delle ore 21, ha dato inizio alla parte centrale dell'Adunanza che è culminata, dalle ore 22 e fino alle 6 del mattino seguente, nell'Adorazione Eucaristica No-stop animata da Gruppi e Associazioni che si sono susseguiti sostando in preghiera. L'alba sorta il 28 giugno alla luce dell'Eucaristia, che con i suoi raggi riflessi sui volti rinfrancati dalla veglia “fatta con Gesù”, ha dato inizio ad un nuovo giorno introdotto da canti di lode e dalla benedizione eucaristica, terminata la quale i partecipanti, in processione, hanno accompagnato Gesù presso il Tabernacolo della chiesa di Santa Anastasia, dove ogni giorno è possibile fermarsi in preghiera per l'adorazione perpetua. Durante la mattinata le Associazioni e i Gruppi hanno ciascuno riaperto il proprio stand; contemporaneamente ha avuto inizio la festa dei giovanissimi intrattenuti con giochi e animazione proposti dai clown dell'Associazione per la ricerca e la divulgazione della comicoterapia “La Carovana dei Sorrisi”. I Papaboys si sono aggregati con canti e animazione al gruppo della Fraternità dei giovani di Gerusalemme di Pistoia, dove nei primi giorni del mese di luglio si ripeterà l'esperienza dell'Adunanza Eucaristica.

La mia prima partecipazione all'Adunanza Eucaristica Nazionale è stata spiritualmente gratificante. Oltre a rivedere amici che da tanto tempo non vedevo, mi ha dato l'occasione di conoscerne altri. Allora, perché adorare l'Eucaristia? Perché il Signore Gesù Vivo e Vero presente in Essa ancora oggi, come duemila anni fa, riesce con la sua forza di Amore trascinante a radunare uomini, donne e bambini attorno a sé per ascoltare la sua Parola che rende liberi. Perché Gesù Eucaristia suscita in coloro che lo adorano, lo ascoltano e lo guardano, sentimenti di pace, serenità e gioiosa fratellanza che si esprime sui volti della gente che, sconosciuta fino a quel momento, viene riconosciuta come fratello e sorella in Gesù, fratello di tutti. Perché la grazia che l'adorazione dona a ciascuno, costituisce quella forza che solo lo Spirito riesce a concedere per continuare con fede certa a dire: “Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”. |