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GIOVANI E CULTURA - UN LIBRO DAL SERVIZIO NAZIONALE DELLA PASTORALE GIOVANILE ALLA FINE DEL TRIENNIO
(di Redazione Papaboys) - 21/10/2009 10:30

GIOVANI E CULTURA - Dopo il triennio dell'Agorà dei Giovani, il cui ultimo periodo era impostato sul rapporto tra 'giovani e cultua', è stato distribuito un volume proprio dal titolo 'Giovani e Cultura', con un riferimento al rischio di mancanza di verità per ciò che concerne il riconoscimento della grande eredità cristiana dell'Unione Europea, poche volte evidenziato a livello sociale e politico. Facendo seguito all’anno dedicato alla dimensione culturale della fede – il terzo del percorso nazionale “Agorà dei giovani” – il Servizio per la pastorale giovanile e quello per il progetto culturale della Cei - riferisce il blog del progetto cultural - prolungano con un agile volume il compito di stimolare e sostenere l’opera educativa ecclesiale verso le nuove generazioni, secondo quella prospettiva culturale che da anni è al centro delle scelte dell’episcopato italiano e del pontificato di Benedetto XVI. Una pastorale ben fatta ha intrinsecamente una grande valenza culturale, perché educa, forma la mentalità, dà dei valori, indirizza verso determinate scelte di vita: proprio questo è il nucleo vivo della cultura. Bisogna però esserne coscienti e cercare di attrezzarsi di conseguenza.

“Giovani e cultura” (Effatà editrice) si articola in due parti. Nella prima si approfondiscono gli elementi di fondo: il rapporto tra il progetto culturale e l’educazione delle nuove generazioni (card. Camillo Ruini), le linee del “progetto culturale giovani” (don Nicolò Anselmi), il rapporto tra la fede e la cultura (don Alessio Geretti) e tra la comunicazione e la cultura (don Domenico Pompili), alcuni percorsi percorribili (Ernesto Diaco). Segue poi nua nutrita serie di schede operative, pensate per supportare gli animatori della pastorale giovanile nel progettare eventi culturali (Riccardo Dellupi), sfruttare le opportunità offerte dall’arte (don Alessandro Andreini), dal web (don Roberto Ponti), dalla televisione (Gennaro Ferrara), dalla musica (Saverio Simonelli), dal teatro (Fabrizio Fiaschini) e dall’informazione scritta (Francesco Ognibene).

La logica è quella già sperimentata al convegno ecclesiale di Verona: mettere al centro la persona nella sua integralità, per renderla capace di una testimonianza credibile ed efficace nel tempo della “liquidità” esistenziale, affidandosi alla efficacia del contagio e della fantasia giovanile. Risalta però anche una seconda sfida che la comunità ecclesiale si è posta: quella della “pastorale integrata”, capace cioè di far convergere soggettività e competenze, anche inedite, e superare parallelismi e chiusure difficili da giustificare. Come scrive il card. Ruini nel contributo che apre il volume, serve una pastorale giovanile capace di pensare e di pensare in grande: “Ciò che è davvero importante nel lavoro pastorale con i giovani è avere noi per primi e trasmettere ai nostri ragazzi la prospettiva che l’intelligenza umana è più grande della scienza e può affrontare le questioni ultime, che l’amore umano ha a sua volta un orizzonte infinito, che la libertà umana è chiamata - ed è in grado di farlo - a pilotare la storia”.


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